In Italia, come in quasi tutto il resto del mondo, mentre l’emergenza sanitaria parrebbe non voler concedere tregua, almeno per il momento, gli imprenditori devono fare i conti con una crisi finanziaria annunciata e che si sta mostrando con alcuni sintomi, primo tra tutti quello del rischio di credito.

Si stima infatti che la percentuale di fatture non pagate alle piccole e medie imprese sarà circa del 60% e colpirà in particolare chi già deve affrontare il calo del fatturato conseguente il lockdown.

 

Le fatture insolute creano un effetto domino

 

Nonostante i provvedimenti varati, le misure e i finanziamenti a sostegno dell’economia, le PMI italiane hanno comunque dovuto gestire le conseguenze del mancato pagamento delle fatture emesse.

Con il lockdown legato all’emergenza sanitaria, ai “cattivi pagatori” fisiologicamente presenti da sempre, si sono aggiunti tutti quei clienti che, per il grande calo di incassi, non sono stati più in grado di pagare le fatture nei termini concordati.

Se da un lato incombono le scadenze da rispettare, fornitori e dipendenti da pagare, dall’altro non ci sono entrate per via del lockdown e quindi dei clienti che non pagano perché a loro volta non riescono ad incassare. Il rischio di credito diventa un fattore assolutamente non trascurabile. Questo meccanismo a tagliola pare non aver colpito solo i settori più strettamente legati all’emergenza sanitaria, ma piuttosto aver avuto un impetuoso effetto domino su tutte le aziende ed i lavoratori di intere filiere.

Per spezzare l’effetto domino innescato dal rischio di credito, il rischio di insolvenza, è necessario intervenire in tempi brevi e con delle soluzioni che siano agili ad effetto sia immediato che prolungato.

 

Le attuali soluzioni di fronte al rischio di credito

 

Nell’attuale scenario economico finanziario italiano, è di basilare importanza fare un costante ricorso ad informazioni sul merito creditizio dai contenuti derivanti non solo da dato pubblico, ma anche da contenuti integrati da analisti esperti ed eventuale sopralluogo investigato.

Il mero assemblaggio di dati derivanti da fonti di pubblico accesso, oggi non è sempre sufficientemente aggiornati, stanti anche i repentini cambiamenti dell’odierno panorama finanziario.

 

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