Il recupero crediti giudiziale rappresenta la strada da percorrere quando un credito rimane insoluto e i tentativi di recupero stragiudiziale non hanno prodotto il risultato sperato. Prima di rivolgersi al Tribunale, tuttavia, è fondamentale valutare con attenzione non soltanto l’esistenza del credito, ma anche la concreta possibilità di recuperare quanto dovuto.

Avviare un’azione giudiziale, infatti, non significa automaticamente incassare il proprio credito. Tempi, costi e soprattutto la situazione patrimoniale del debitore sono elementi che possono incidere in modo determinante sulla convenienza dell’azione.

Per questo motivo, una corretta attività di recupero crediti dovrebbe essere preceduta, quando necessario, da un’analisi approfondita della posizione del debitore.

Che cos’è il recupero crediti giudiziale

Il recupero crediti giudiziale consiste nell’utilizzo degli strumenti previsti dall’ordinamento per ottenere il pagamento di un credito attraverso l’intervento dell’Autorità Giudiziaria.

Si ricorre alla via giudiziale quando il debitore non provvede spontaneamente al pagamento e le iniziative stragiudiziali, come solleciti, contatti e proposte di definizione bonaria, non sono sufficienti.

Il primo elemento da verificare è la natura del credito. In linea generale, per poter procedere con un ricorso per decreto ingiuntivo, il credito deve essere:

  • certo, cioè esistente e documentabile;
  • liquido, ossia determinato nel suo ammontare o determinabile;
  • esigibile, quindi non soggetto a un termine di pagamento ancora pendente.

La presenza di questi requisiti e la documentazione disponibile devono essere valutate dal professionista incaricato prima di scegliere lo strumento giudiziale più appropriato.

Recupero crediti stragiudiziale o giudiziale: quale scegliere?

Quando un cliente o un debitore non paga, non esiste una soluzione uguale per ogni situazione.

Il recupero stragiudiziale mira a ottenere il pagamento senza ricorrere immediatamente al Giudice. Può prevedere solleciti, contatti con il debitore, negoziazioni e accordi per il pagamento, anche attraverso piani di rientro.

Il recupero giudiziale, invece, comporta l’attivazione di una procedura davanti all’Autorità Giudiziaria e può rendersi necessario quando il debitore non collabora oppure quando, considerate le caratteristiche del credito e della posizione, è opportuno procedere con gli strumenti giudiziari.

La scelta non dovrebbe quindi essere determinata soltanto dalla volontà di “fare causa”, ma da una valutazione complessiva del rapporto tra:

  • importo del credito;
  • documentazione disponibile;
  • solvibilità del debitore;
  • patrimonio utilmente aggredibile;
  • eventuali altri creditori;
  • costi dell’azione;
  • tempi presumibili per arrivare al recupero.

È proprio in questa fase che le informazioni sul debitore possono assumere un’importanza decisiva.

Le principali fasi del recupero crediti giudiziale

Il percorso può variare in funzione della situazione concreta e dello strumento giuridico utilizzato. Una delle procedure più frequenti è quella finalizzata all’ottenimento di un decreto ingiuntivo.

1. Valutazione preliminare del credito

Prima di procedere è necessario esaminare la documentazione relativa al credito e verificarne caratteristiche, esigibilità e fondatezza.

Ma c’è un’altra domanda che il creditore dovrebbe porsi: se ottengo un titolo esecutivo, il debitore dispone di beni o redditi sui quali poter intervenire?

Avere ragione nei confronti del debitore e riuscire concretamente a recuperare il denaro sono, infatti, due aspetti distinti.

2. Ricorso per decreto ingiuntivo

Quando ne ricorrono i presupposti, il creditore può rivolgersi al Giudice per ottenere un decreto ingiuntivo.

Il provvedimento ingiunge al debitore di pagare la somma dovuta entro il termine previsto, normalmente 40 giorni dalla notificazione, salvo le diverse disposizioni applicabili al caso concreto.

Il debitore può adempiere oppure proporre opposizione.

3. Notifica del provvedimento

Il decreto ingiuntivo deve essere notificato al debitore secondo le modalità previste dalla legge. Dalla notificazione decorrono i termini per il pagamento o per l’eventuale opposizione.

4. Eventuale opposizione

Se il debitore propone opposizione, la situazione può trasformarsi in un vero e proprio procedimento di cognizione, con un conseguente aumento della complessità, dei tempi e dei costi dell’attività giudiziale.

5. Esecuzione forzata

Se il debitore non paga e sussistono i presupposti per procedere, il creditore può intraprendere l’esecuzione forzata, individuando i beni o i diritti aggredibili.

A seconda della situazione patrimoniale del debitore, possono assumere rilievo, tra gli altri, beni immobili, beni mobili, crediti verso terzi e disponibilità riconducibili a rapporti di natura finanziaria, nei limiti e secondo le modalità previste dalla legge.

Ed è proprio per questo che sapere prima dove cercare può fare una differenza sostanziale.

Perché un’analisi patrimoniale è importante prima del recupero giudiziale

Uno degli errori più frequenti consiste nel considerare l’azione giudiziale come il punto di arrivo naturale di ogni tentativo di recupero.

In realtà, prima di sostenere costi per ottenere un titolo esecutivo, può essere opportuno effettuare una preanalisi patrimoniale del debitore.

L’obiettivo è raccogliere informazioni utili a valutare la situazione complessiva della persona o dell’impresa e verificare la presenza di elementi patrimoniali o reddituali che possano rendere concretamente perseguibile l’azione.

Una valutazione preventiva può quindi aiutare a rispondere a domande essenziali:

  • Il debitore possiede beni immobili?
  • Ha partecipazioni societarie?
  • Svolge un’attività lavorativa o professionale?
  • È titolare di una posizione imprenditoriale?
  • Sono presenti elementi patrimoniali utilmente aggredibili?
  • Esistono altri elementi che possono incidere sulla convenienza dell’azione?

Non si tratta di garantire preventivamente il recupero del credito, ma di ridurre il rischio di intraprendere un’azione giudiziale senza avere sufficienti elementi per valutarne la convenienza.

Quanto tempo dura il recupero crediti giudiziale?

Non esiste una durata unica valida per ogni procedimento.

I tempi dipendono, tra gli altri fattori, dal tipo di procedura, dal Tribunale competente, dalla documentazione disponibile, dall’eventuale opposizione del debitore e dalla successiva fase esecutiva.

Un procedimento monitorio può avere tempi molto diversi rispetto a un giudizio ordinario, così come l’eventuale esecuzione forzata può richiedere tempi differenti a seconda del bene o del diritto da aggredire.

Per questo motivo, è preferibile diffidare delle stime standardizzate e valutare la durata sulla base della specifica posizione.

Quanto costa il recupero crediti giudiziale?

Anche i costi non possono essere ricondotti a un’unica cifra.

Possono incidere, a seconda della procedura e del caso concreto:

  • compensi professionali;
  • contributo unificato;
  • diritti e spese di notifica;
  • eventuali ulteriori costi connessi alla procedura;
  • costi della fase esecutiva;
  • eventuali spese derivanti da un’opposizione o da un giudizio ordinario.

Il punto, quindi, non è soltanto chiedersi quanto costa recuperare un credito, ma soprattutto valutare il rapporto tra costi prevedibili, importo del credito e concreta possibilità di ottenere il pagamento.

Recuperare un credito non significa soltanto ottenere una sentenza

Questo è un aspetto particolarmente importante per aziende e Credit Manager.

Ottenere un provvedimento favorevole non equivale necessariamente a incassare.

Se il debitore è privo di beni, redditi o altre utilità aggredibili, anche un titolo esecutivo può non tradursi in un recupero effettivo.

Per questo il recupero del credito dovrebbe essere considerato come un percorso, nel quale la fase informativa precede e supporta le successive decisioni.

Una conoscenza più approfondita della situazione del debitore consente infatti di valutare se sia opportuno insistere sulla strada stragiudiziale, procedere giudizialmente oppure, nei casi in cui il rapporto costi-benefici non sia favorevole, evitare di sostenere ulteriori spese.

Il ruolo di EUROCREDIT BUSINESS INFORMATION

EUROCREDIT BUSINESS INFORMATION affianca aziende e professionisti nella gestione delle posizioni creditorie attraverso un approccio che integra attività stragiudiziale, informazioni commerciali, analisi della posizione del debitore e attività legale.

Quando una posizione richiede una valutazione preventiva, l’analisi patrimoniale può rappresentare uno strumento importante per acquisire elementi utili prima di decidere se procedere con un’azione giudiziale.

L’obiettivo non è semplicemente arrivare davanti al Giudice, ma valutare la sostenibilità e la convenienza dell’intero percorso di recupero.

In presenza dei presupposti, EUROCREDIT BUSINESS INFORMATION può inoltre seguire la posizione attraverso il proprio ufficio legale interno, accompagnando il creditore nelle successive fasi del recupero.

Prima di agire, valuta la convenienza

Il recupero crediti giudiziale può essere uno strumento efficace, ma non dovrebbe essere intrapreso automaticamente ogni volta che un debitore non paga.

Prima di sostenere i costi di un’azione è opportuno valutare almeno tre aspetti: la fondatezza del credito, la situazione del debitore e la concreta possibilità di recuperare quanto dovuto.

Una corretta attività informativa svolta prima dell’azione giudiziale può fornire elementi preziosi per assumere una decisione consapevole e ridurre il rischio di investire tempo e denaro in un’azione difficilmente produttiva.

Per aziende e Credit Manager, il vero obiettivo non è semplicemente ottenere un titolo: è recuperare il credito nel modo più efficace e sostenibile possibile.

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